Valutazione economica delle strategie per l’estensione dell’accesso ai farmaci anti-HCV. Evidenze dalla coorte reale PITER.

Presentazione

L’infezione da virus dell’epatite C (HCV) è un’epidemia globale, con una stima degli infetti nel mondo di circa 150 milioni di persone. L’Italia è uno dei paesi europei con la più alta prevalenza di epatite C e con un elevato impatto sia sotto il profilo clinico che economico. Il problema dell’infezione da HCV, inizialmente asintomatica, deriva principalmente dalla progressione del danno epatico da uno stadio lieve (stadio METAVIR F0-F1) fino allo stato cirrotico (F4) ed all’insorgere di complicanze molto gravi quali cirrosi scompensate ed epatocarcinoma che necessitano in molti casi come unica terapia risolutiva il trapianto di fegato.

I nuovi regimi terapeutici disponibili hanno dimostrato tassi di risposta virologica sostenuta (SVR) molto elevati ed un favorevole profilo di sicurezza, tollerabilità e maneggevolezza. Tuttavia, a causa del loro elevato costo e dell’elevata prevalenza di pazienti, si è deciso a livello nazionale, per ragioni di sostenibilità economica, di prioritarizzare l’utilizzo di questi regimi terapeutici ai pazienti più gravi prevedendone la rimborsabilità solo nei pazienti con stadio METAVIR F3-F4. Assumendo che questi pazienti trattati con i nuovi farmaci siano maggiori di quelli che progrediscono nel tempo dagli stadi meno gravi di fibrosi, si stima che nel corso dei prossimi anni i soggetti affetti da HCV in stadio di fibrosi F3-F4 andranno ad esaurirsi progressivamente. Tuttavia, in un’ottica di politica sanitaria integrata, andrebbe considerato anche il costo-opportunità associato alla mancata estensione del criterio di rimborsabilità ai pazienti con grado di fibrosi inferiore ad F2 che, ad oggi, assorbono comunque risorse legate al monitoraggio della loro patologia e che potrebbero potenzialmente progredire in breve tempo agli stadi più gravi rientrando così de facto nei criteri di eleggibilità ai nuovi trattamenti.

L’obiettivo del presente lavoro è stato condurre un’analisi di costo-efficacia di differenti politiche sanitarie basate su un diverso timing dell’inizio di trattamento con DAAs IFN-free in pazienti con epatite C cronica, basata sui dati reali di pazienti con infezione cronica da HCV, arruolati nella Piattaforma Italiana per lo studio della Terapia delle Epatiti viRali (PITER). In particolare, l’analisi si è proposta di valutare il rapporto costo efficacia associato al potenziale ampliamento dei criteri di rimborsabilità AIFA anche ai soggetti meno gravi (F0-F2) rispetto agli attuali criteri di rimborsabilità AIFA (trattamento dei soggetti gravi con stadio di fibrosi F3-F4).

L’analisi costo-efficacia condotta evidenzia come gli elevati costi associati all’HCV potrebbero essere ridotti mediante un’efficace strategia di eliminazione dell’HCV in Italia attraverso l’apertura dei criteri di rimborsabilità dei nuovi farmaci anche ai soggetti meno gravi (F0-F2) nel medio periodo. Passando quindi dal criterio di urgenza al criterio basato sul beneficio potenziale, appare chiaro come i nuovi trattamenti anti-HCV siano un ottimo investimento in salute, aggiungendo al beneficio clinico un importante effetto in termini di riduzione del danno epatico. 

Working paper (1065,96 KB)

Autore
Ruggeri M., Romano F., Coretti S., Kondili L., Vella S., Cicchetti A.
Anno di pubblicazione
2017
Tema
Working papers