Patient Access Network: pazienti, aziende private e istituzioni di fronte alla scommessa dell’innovazione

L’obiettivo del PAN è quello di sostenere la centralità del paziente attraverso la promozione, all’interno del panorama sanitario italiano, di soluzioni innovative e personalizzate

di Teresa Petrangolini, Direttore Patient Advocacy Lab

 


Con il Forum del 15 febbraio scorso il Patient Access Network (PAN) ha concluso il suo primo ciclo di attività. Il progetto è stato lanciato il 29 settembre 2021 grazie ad ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore in partnership con MCO International e con il supporto di Salutequità e con importanti compagni di strada come SIHTA (Società Italiana di HTA), SIFO (farmacisti ospedalieri) e AIIC (ingegneri clinici). Il progetto coinvolge attivamente le associazioni dei pazienti, le società scientifiche, le istituzioni e i privati nella discussione di tematiche e nell’identificazione di proposte e soluzioni atte a promuovere l’accesso a dispositivi medici, nuovi approcci terapeutici e servizi sanitari.
Al momento, in Italia, si riscontrano diversi ostacoli nell’implementazione di soluzioni innovative e personalizzate per il paziente. Tra questi ostacoli incontriamo la burocrazia, un’ottica non sempre personalizzata per l’acquisto da parte del sistema sanitario nazionale e marcate differenze regionali che necessitano di essere colmate. Il fine è quello di indirizzare istituzioni e privati verso output appropriati in termini di dotazioni infrastrutturali, definizione degli ambiti di cura e designazione di percorsi diagnostico-assistenziali per migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Il Forum è stato preceduto da alcuni workshop preparatori, a cui hanno partecipato tutti gli stakeholder, che hanno trattato temi ed elaborato 18 proposte contenute in un
Position Paper finale, a cura di Michele Basile, Eugenio Di Brino e Filippo Rumi di ALTEMS:

  • Covid e SSN: la rifondazione del sistema post emergenza, investimenti nella nuova residenzialità con nuovi modelli con 5 proposte: Incremento del finanziamento per il personale SSN (sia in termini di nuove risorse da attivare sia in termini di adeguamento salariale); Innovazione dei profili professionali partendo dalla riforma universitaria delle competenze e piani di studio delle facoltà di medicina e chirurgia; Elaborazione di studi che mirino allo skill mix del fabbisogno e delle competenze; Evoluzione della partecipazione dei cittadini/pazienti alle attività di programmazione sanitaria; Rafforzamento della collaborazione pubblicoprivato.

  • Equità nell’accesso alle tecnologie sanitarie (farmaci e dispositivi medici) a livello regionale: dal riconoscimento dell’innovazione al procurement, con 3 proposte: Omogeneizzare le modalità di accesso all’innovazione nelle Regioni (dispositivi medici, procedure, test, ecc..) bilanciandosi con l’appropriatezza; Aggiornare il sistema di finanziamento del SSN superando la logica a silos; Conciliare accesso e innovazione dei dispositivi medici (es. creare un algoritmo per l’innovazione come per i farmaci?) e creare meccanismi di misurazione.

  • L’evoluzione dell’HTA nei processi di accesso al mercato dei dispositivi medici e nel procurement (integrazione con la tematica precedente: vetustà del parco tecnologico) con 3 proposte: Sistemi di misurazione e valutazione delle performance delle centrali di committenza; Valorizzazione dei centri collaborativi regionali di HTA in un’ottica di rete e modalità di finanziamento degli stessi;  La generazione di evidenze dei pazienti per il supporto ai processi decisionali (dalla programmazione al procurement) e formazione dei pazienti per la partecipazione ai processi di HTA.

  • Servizi a valore aggiunto per le tecnologie sanitarie (farmaci e dispositivi medici): la distribuzione domiciliare con 4 proposte: garantire una reale connessione tra valorizzazione dei servizi a valore aggiunto erogati e modalità di rimborso delle tecnologie ad essi collegati (es. farmaci) e omogeneizzare le tariffe sul territorio; partnership pubblicoprivato per la co-creazione dei servizi richiesti dal territorio e dai pazienti; connettere i servizi a valore aggiunto alle gare erogate dalle centrali di committenza; misurare e valutare i servizi a valore aggiunto nella prospettiva delle associazioni pazienti (patient preference).

  • La rivoluzione digitale in sanità: nuovi approcci, workflow e scenario normativo nazionale/regionale con 3 proposte: interoperabilità dei dati generati dalle tecnologie in capo alle aziende per connetterli con i database pubblici (misurare, valutare e catturare il valore anche ai fini di rimborso); implementare politiche che migliorino la cultura del digitale (professionisti, pazienti, aziende, istituzioni) in termini di formazione; adeguamento dei modelli organizzativi (percorsi, pdta, ecc.) alle innovazioni tecnologiche.

Tali proposte sono state oggetto del Forum, coordinato da Tonino Aceti, Americo Cicchetti e Teresa Petrangolini, a cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali con Stefano Lorusso – Ministero della Salute - Direzione generale della programmazione sanitaria, Giovanni Pavesi – Direttore Generale Welfare della Regione Lombardia e Lorella Lombardozzi – Dirigente Area Politica del Farmaco della Regione Lazio in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, Agenas con Giulio Siccardi, Achille Iachino – Direzione farmaci e dispositividel Ministero della salute  ; numerose associazioni dei pazienti (FAIS, AISM, Codice Viola, Diabete Forum, Associazioni Apnoici Italiani, Cittadinanzattiva, FISH, Filo della Salute). Importante la presenza dei professionisti con Lorenzo Leogrande in rappresentanza di AIIC, Marcello Pani di SIFO e Carmelo Gagliano di FOFI – professioni infermieristiche, di SITHA con Francesco Saverio Mennini e di Federsanità, nonché degli esponenti delle aziende.

Il lavoro proseguirà per portare all’attenzione degli interlocutori istituzionali le proposte discusse e per avviare un nuovo ciclo di lavoro per il 2023.

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