Presentato in Regione Lazio il 3° Rapporto sulla Valutazione Partecipata dell’assistenza diabetologica

 

Mercoledì 10 dicembre, presso la Sala Tevere della Regione Lazio, FederDiabete Lazio ha presentato il 3° Rapporto sulla “Valutazione Partecipata” dell’assistenza diabetologica nel Lazio. L’iniziativa ha portato all’attenzione delle istituzioni i risultati di un anno di monitoraggio civico, evidenziando criticità strutturali che incidono concretamente sulla qualità di vita delle persone con diabete.

Il report restituisce un quadro preoccupante: persistono un significativo “buco assistenziale”, una collaborazione ancora insufficiente tra centri specialistici e Medici di Medicina Generale, la carenza di supporto psicologico e una limitata attenzione alla prevenzione vaccinale. Si tratta di elementi che richiedono interventi strutturali e coordinati.

L’indagine è stata condotta attraverso un monitoraggio civico su 33 centri diabetologici, distribuiti nelle 10 ASL del Lazio, mettendo in luce punti di forza e criticità del sistema assistenziale regionale. L’evento, moderato da Teresa Petrangolini, Direttrice del Patient Advocacy Lab – ALTEMS, ha favorito un confronto costruttivo tra decisori politici, tecnici e rappresentanti delle associazioni dei pazienti.

Il rapporto, illustrato dalla Presidente di FederDiabete Lazio, si basa su dati reali raccolti direttamente nei centri e non su mere elaborazioni statistiche. Non si configura come una “pagella”, bensì come uno strumento propositivo, finalizzato a valorizzare le buone pratiche e a colmare le lacune assistenziali.

Per la prima volta in una sede regionale, AGENAS ha presentato il PPDTA Ottimale, nuovo modello nazionale di riferimento per la gestione del diabete, che la Regione Lazio è chiamata a recepire. Michela Santurri (AGENAS) ha illustrato il progetto di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale ottimale, sottolineando l’importanza di indicatori nazionali condivisi per garantire omogeneità e qualità delle cure.

La partecipazione dei cittadini, riconosciuta anche dalla normativa vigente, si è confermata una risorsa fondamentale per la valutazione aziendale. La Valutazione Partecipata rappresenta infatti un processo virtuoso di coinvolgimento sociale nelle politiche pubbliche, volto a misurare il grado di armonizzazione tra domanda di salute e risposta del sistema sanitario, nel rispetto delle priorità di pazienti e caregiver.

Il progetto ha avuto l’obiettivo di costruire un modello di valutazione centrato sulla condivisione degli obiettivi e sull’autorevolezza di tutti i soggetti coinvolti, nel rispetto dei diversi ruoli. Pazienti e centri di diabetologia sono stati protagonisti attivi del percorso: il confronto tra prospettive differenti ha consentito di far emergere in modo trasparente punti di forza e aree di miglioramento dei servizi erogati.

La Valutazione Partecipata ha rappresentato un’opportunità concreta per:

  • migliorare la qualità dei servizi sanitari;
  • rafforzare la partecipazione dei cittadini alle decisioni in ambito sanitario;
  • sviluppare un modello replicabile in altri contesti regionali.

Il progetto ha coinvolto gruppi misti di valutazione composti da personale delle ASL e sentinelle civiche volontarie.

A raccogliere le istanze delle associazioni è intervenuto Fabio De Lillo, dell’Ufficio di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio con delega alle politiche strategiche, che ha ribadito il ruolo della dirigenza regionale nel coordinare un sistema complesso composto da dirigenti, professionisti sanitari e associazioni. Un sistema in cui l’esperienza diretta di chi vive la patologia rappresenta una fonte di conoscenza imprescindibile.

L’innovazione ha riguardato anche il metodo di raccolta e analisi dei dati: Luca Savarese, vicepresidente di HEALTH ENGINE, ha illustrato la piattaforma utilizzata per il report, basata su sistemi di Intelligenza Artificiale in grado di elaborare migliaia di dati qualitativi, trasformando le evidenze raccolte dalle associazioni in report scientificamente validati e immediatamente fruibili ai fini dell’advocacy.

Il dibattito ha infine dato spazio alle specificità territoriali delle diverse aree del Lazio, confermando l’urgenza di interventi mirati e coordinati.

Come ricordato in chiusura:

«Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile».

Lina Delle Monache

Responsabile rapporti con le Associazioni del Patient Advocacy Lab