23 settembre 2026

I valori scendono in campo

Ci sono progetti che nascono da un’idea, e poi ci sono quelli che, passo dopo passo, diventano un’esperienza viva, capace di unire persone, mondi e valori.

di Marta Arduini
Health Coach del PAL di ALTEMS

“Prevenzione, Partecipazione e Management: lo sport per una sanità partecipata” è nato così: dal desiderio di costruire un ponte tra sport, salute, università, associazioni, famiglie, istituzioni e comunità. Un ponte fatto di relazioni, energia, responsabilità condivisa e visione.

Il torneo di basket femminile del 18 aprile è stato il primo grande momento di questo percorso. In campo non c’erano solo ragazze pronte a giocare una partita. C’erano storie, emozioni, famiglie, allenatori, entusiasmo, appartenenza.

C’era soprattutto un messaggio potente: la salute non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, dentro una rete capace di educare, prevenire, accompagnare e generare consapevolezza.

Per questo, la scelta dei nomi delle squadre non è stata casuale. Abbiamo scelto quattro parole-valore: Ricerca, ALTEMS, Prevenzione e Advocacy.

Ricerca

Perché senza conoscenza non c’è futuro. Perché ogni scelta di salute ha bisogno di evidenze, innovazione e capacità di ascoltare i bisogni reali delle persone.

Prevenzione

Perché prendersi cura significa arrivare prima. Significa educare, informare, rendere le persone più consapevoli e più libere di scegliere per il proprio benessere.

Advocacy

Perché la salute ha bisogno di voce. La voce dei pazienti, delle famiglie, delle associazioni, delle comunità. Una voce capace di trasformare i bisogni in proposte e la partecipazione in cambiamento.

ALTEMS

Perché questo progetto nasce da una visione del management sanitario che non si limita a organizzare, ma connette. Tiene insieme persone, competenze, istituzioni e valori, trasformando le idee in percorsi concreti.

Dare questi nomi alle squadre ha significato trasformare una competizione sportiva in un racconto collettivo. Ogni canestro, ogni passaggio, ogni applauso ha portato con sé un messaggio più grande: quando i valori entrano in campo, lo sport diventa cultura, educazione e partecipazione.

Il workshop del 7 maggio alla Race for the Cure, al Circo Massimo, ha rappresentato il momento in cui questo percorso è diventato racconto pubblico.

La presentazione del video del torneo e la premiazione delle squadre Prevenzione, ALTEMS, Advocacy e Ricerca hanno dato forma a una celebrazione corale, capace di unire sport, prevenzione e salute femminile.

In quel momento, il contributo dei relatori è stato fondamentale. Ognuno, dal proprio punto di osservazione — accademico, sanitario, associativo, sportivo e istituzionale — ha contribuito a portare avanti il messaggio.

La loro presenza ha dato forza, autorevolezza e profondità a un’idea semplice ma decisiva: la salute è una responsabilità condivisa.

La premiazione delle ragazze non è stata solo un momento conclusivo. È stata un gesto simbolico. Abbiamo premiato l’impegno, la partecipazione, la presenza, la possibilità di sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Perché ogni ragazza in campo ha rappresentato un pezzo di futuro: un futuro in cui prevenzione, sport, consapevolezza e comunità possono camminare insieme.

La forza di questo progetto è stata proprio la rete. Una rete fatta di persone, ma prima ancora di valori.

Quando ricerca, prevenzione, advocacy, management, sport e partecipazione si incontrano, il messaggio diventa più forte, più umano, più vicino alla vita reale.

E allora il campo da basket non è più solo un campo.

Diventa uno spazio educativo.

Diventa una comunità che si muove.

Diventa un luogo in cui impariamo che ogni passaggio conta, ogni ruolo è importante, ogni persona può contribuire.

Perché la salute non è una partita individuale.

È una sfida collettiva.

È responsabilità, presenza, visione, alleanza.

E questo progetto ce lo ha ricordato con forza:
la salute è davvero un gioco di squadra.
Marta Arduini, Health Coach del PAL di ALTEMS