23 settembre 2026

Insieme per una nuova cultura della salute

Grazie alla sinergia tra ALTEMS e Komen Italia, nel contesto del Patient Advocacy Lab, è nato un progetto in cui la teoria incontra la pratica e si trasforma in energia condivisa: un modo per costruire ponti tra generazioni, competenze e sensibilità diverse, con l’obiettivo comune di rendere la prevenzione un valore condiviso e non un concetto astratto, riservato a pochi addetti ai lavori.

di Alba Di Leone
Presidente Komen Italia, Senologa, Policlinico Universitario A. Gemelli

Parlare di prevenzione in modo trasversale, raggiungendo sia le generazioni più giovani sia quelle più mature e superando le barriere anagrafiche che spesso frammentano la comunicazione sanitaria. Da questa visione è nato un progetto capace di intercettare un bisogno reale: “La salute è un gioco di squadra”.

Il merito di ALTEMS è stato proprio questo: credere che la salute pubblica non si costruisca attraverso messaggi calati dall’alto, ma mettendo in circolo energie intergenerazionali capaci di dialogare, contaminarsi e rafforzarsi a vicenda.

Un giovane che parla di prevenzione a un adulto, e un adulto che condivide la propria esperienza con un ragazzo, generano una forma di apprendimento che nessuna campagna informativa tradizionale riesce a replicare con la stessa efficacia.

Il torneo come metafora e come strumento

La scelta di veicolare questo messaggio attraverso un torneo non è stata casuale. Lo sport, per sua natura, mette in comunicazione persone di età diverse, con differenti livelli di esperienza e storie personali.

Un campo da gioco è democratico: chi vi partecipa condivide regole, fatica ed entusiasmo, indipendentemente dall’età o dalla provenienza.

Proprio per questo, il torneo si è rivelato uno strumento ideale per parlare di prevenzione senza retorica, trasformando un momento di sport in un’occasione di consapevolezza e partecipazione collettiva.

L’evento è stato arricchito dalla partecipazione del professor Gianluca Franceschini, che, con grande chiarezza comunicativa, ha saputo parlare con semplicità alle giovani atlete, ma anche alle loro madri.

Un ringraziamento a chi ha accettato la sfida

Marta Arduini ha accolto questa sfida con la generosità e la competenza di chi sa che comunicare la prevenzione richiede empatia, chiarezza e capacità di ascolto.

Il suo contributo, insieme alla sua esperienza nel coaching, ha permesso di dare voce e visibilità a un messaggio che altrimenti sarebbe potuto rimanere confinato agli addetti ai lavori.

Accanto a lei, la professoressa Teresa Petrangolini e la professoressa Federica Morandi hanno portato autorevolezza e competenza scientifica.

La loro disponibilità a mettersi in gioco, uscendo dagli schemi consueti della comunicazione accademica, ha contribuito a rendere il progetto credibile e accessibile a un pubblico molto eterogeneo.

Tutte e tre, insieme, hanno dimostrato che parlare di prevenzione non è compito di una sola figura professionale, ma il risultato di un lavoro corale, nel quale ciascuno mette a disposizione le proprie competenze per un obiettivo comune.

È proprio questo il senso più autentico del “gioco di squadra”: non una semplice somma di individualità, ma un intreccio di competenze e responsabilità condivise.

Perché questa sinergia conta

In un momento storico in cui la sanità pubblica deve fare i conti con risorse limitate e con una popolazione che invecchia, ma anche con giovani sempre più esposti a stili di vita rischiosi, iniziative come questa dimostrano che la prevenzione può e deve essere un terreno di incontro, non di separazione tra generazioni diverse.

ALTEMS, con la sua consolidata competenza nell’economia e nel management sanitario, ha saputo mettere a disposizione di Komen non solo una piattaforma organizzativa, ma soprattutto un metodo: quello di costruire un’advocacy concreta, capace di tradursi in azioni reali e misurabili, e non in semplici dichiarazioni di intenti.

Komen, dal canto suo, ha portato l’esperienza sul campo, la capacità di raggiungere le comunità e la credibilità costruita in anni di impegno nella prevenzione oncologica, in particolare nella prevenzione del tumore al seno: un tema che coinvolge trasversalmente famiglie di ogni età e contesto sociale.

Uno sguardo al futuro

Il successo di questo progetto ha dimostrato che, quando le istituzioni accademiche, le organizzazioni non profit e i singoli professionisti scelgono di lavorare insieme, mettendo al centro le persone, i risultati arrivano e possono generare un effetto moltiplicatore.

L’auspicio è che questo modello possa essere replicato e ampliato, portato in altri contesti territoriali e capace di coinvolgere sempre più generazioni e professionisti disposti a “scendere in campo”, convinti che la prevenzione sia davvero un gioco di squadra.

Patient Advocacy Lab, ALTEMS — Università Cattolica del Sacro Cuore