23 settembre 2026

Lo sport crea nuove alleanze

La pallacanestro come spazio di incontro tra giovani, famiglie, associazioni, istituzioni e mondo accademico: un’esperienza che dimostra come lo sport possa superare i tabù, promuovere la cultura della prevenzione e costruire una rete di conoscenze e competenze al servizio della salute.

di Marco Tamantini
Presidente della Commissione Regionale Allenatori del Lazio

“La salute è un gioco di squadra”: questo è il titolo del convegno che si è tenuto presso l’Area Conferenze del Villaggio della Salute al Circo Massimo, in occasione della Race for the Cure 2026. Da qui vorrei partire per una breve testimonianza della preziosa esperienza condivisa con le varie associazioni, le società, i tecnici, i genitori e soprattutto le giovani giocatrici partecipanti al torneo di pallacanestro.

A rappresentare il gioco di squadra è stata chiamata la pallacanestro, sport dall’alto valore educativo in virtù della grande attenzione richiesta al fair play e della presenza di regole che richiamano a un comportamento etico, all’educazione e al principio di un “sano agonismo” da parte di tutte le componenti del gioco: allenatori, giocatori, dirigenti e arbitri.

Come rappresentante della comunità degli allenatori di pallacanestro del Lazio, ho vissuto con orgoglio e attenzione le due tappe, organizzate in maniera impeccabile, durante le quali sono stati lanciati messaggi chiari e precisi alle giovani ragazze: è importante conoscere per prevenire, capire per saper attivare i protocolli giusti e divulgare per aumentare la rete di conoscenze e competenze tra istituzioni sportive, comunità accademica e cittadinanza.

Workshop e torneo sono stati due momenti fondamentali per mettere in evidenza quanto sia importante, anche in giovane età, parlare di prevenzione e di attenzione verso questi specifici problemi, superando vecchi tabù che tanti danni hanno procurato in passato.

Lo sport può sicuramente essere un elemento rilevante per veicolare messaggi importanti in modo sereno, corretto e coinvolgente verso i giovani, con leggerezza ma penetrando in profondità e favorendo una sana sensibilizzazione, senza originare quel senso di oppressione che generalmente si prova parlando di questi argomenti.

Le facce attente e rilassate delle ragazze, che ho potuto osservare nei nostri saluti al termine della prima mattinata del torneo, testimoniano il reale valore educativo dello sport e, nel caso specifico, della pallacanestro: un valore di cui tante volte si parla, ma che all’atto pratico rimane quasi sempre un contenitore vuoto.

Riunire personaggi importanti del mondo accademico e della società civile intorno a un torneo giovanile di pallacanestro femminile non è cosa di tutti i giorni, ma è stato geniale.

Fare considerazioni sull’importanza della prevenzione e dell’informazione per i più giovani, con una palla in mano e su un campo di pallacanestro, ha liberato tutti dalle solite formalità e ha stimolato un senso di apertura e di semplice condivisione di idee e progetti futuri.

Questa volta l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Komen Italia, ALTEMS e Patient Advocacy Lab hanno centrato l’obiettivo. Il CNA Lazio rimane disponibile per altre forme di testimonianza e collaborazione che in futuro potranno essere utili per fare rete e veicolare messaggi attraverso la comunità della pallacanestro regionale.

Un grazie particolare a tutti e complimenti a Marta Arduini, impegnata anche nel percorso di formazione per diventare allenatrice di pallacanestro, per l’ideazione e l’organizzazione del prestigioso evento.

Patient Advocacy Lab, ALTEMS — Università Cattolica del Sacro Cuore