Tre Regioni in dialogo con le associazioni dei pazienti e dei cittadini

Il 2025 si è chiuso con un evento importante: il lancio di un programma di diabete e sanità partecipata nella Regione Abruzzo. Infatti, il 21 dicembre, a ridosso delle feste natalizie, presso l’Ospedale regionale San Salvatore dell’Aquila, amministratori regionali e associazioni civiche si sono ritrovati a discutere su come garantire un dialogo costante tra istituzioni e cittadini, finalizzato a migliorare la qualità e l’accesso alle cure per i pazienti, con un’attenzione specifica alle persone con diabete, ma non solo.

Hanno partecipato numerose associazioni, tra cui ANED – Associazione Nazionale Emodializzati, Associazione Progetto Noemi ODV ETS, Movimento Parkinsieme, ANIAD e AISM. L’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, accompagnata dal Direttore dell’Assessorato e dai Direttori Generali delle ASL, ha confermato l’impegno della Regione Abruzzo a rafforzare il coinvolgimento strutturato delle associazioni nei processi di programmazione sanitaria.

Uno spazio specifico è stato quindi dedicato al tema del diabete, con un forte confronto clinico-scientifico finalizzato a indicare i percorsi necessari per rendere le persone con diabete meglio assistite in una regione molto dispersa e caratterizzata dalla presenza di comuni montani difficilmente raggiungibili.

Non a caso, all’evento sono stati concessi il Patrocinio del Senato della Repubblica e quello dell’Intergruppo parlamentare “Aree interne, comuni montani e isole minori”, presieduto dal senatore Quintino Liris. Si tratta, quindi, di un importante punto di avvio per i cittadini abruzzesi, che lamentano spesso le carenze del sistema sanitario regionale.

Questo evento è stato preceduto da altri due appuntamenti sugli stessi temi, realizzati in Calabria e Sardegna dal Patient Advocacy Lab di ALTEMS, con il contributo non condizionato di ABBOTT.

Il progetto, denominato “Le Associazioni delle persone con diabete a confronto con le Istituzioni Regionali”, ha incluso tra i suoi obiettivi non soltanto un maggiore coinvolgimento delle associazioni di quest’area patologica nelle politiche sanitarie, ma anche la promozione di progetti e programmi di sanità partecipata, come quadro strategico fondamentale per garantire l’ascolto e la coprogettazione dei servizi da parte di una più ampia rete di organizzazioni di advocacy.

In Calabria, ospitate a fine settembre dall’Università degli Studi di Catanzaro, le associazioni dei pazienti affetti da diabete e da altre patologie croniche si sono confrontate con le istituzioni per aprire tavoli di lavoro comuni, finalizzati a dare una spinta verso maggiori garanzie di accesso alle cure in una regione caratterizzata da grandi difficoltà e carenze.

È stato interessante scoprire che alcune delle associazioni partecipanti non si erano mai incontrate prima e hanno considerato questa opportunità una grande occasione per costruire una rete di collaborazione. La presenza della Regione, garantita per tutta la durata dell’evento dal Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, Antonio Battistini, insieme a Domenico Minniti, Direttore Sanitario di Azienda Zero, è stata fondamentale per individuare una road map sulla sanità partecipata e affrontare il tema della qualità dell’assistenza alle persone con diabete.

Non molto dissimile è stata l’esperienza realizzata a Cagliari, presso la Fondazione di Sardegna, dove il 21 novembre è stato presentato un modello di partecipazione finalizzato a coinvolgere attivamente le associazioni dei pazienti e le famiglie nella pianificazione e nella valutazione dei servizi sanitari regionali.

Le associazioni presenti – Cittadinanzattiva, FAND, Diabete Zero, ASNET, Diabete Italia e Rete Sarda Diabete – hanno rappresentato le esigenze dei pazienti, sottolineando l’importanza di fare tesoro della loro esperienza e competenza, come sta già avvenendo in altre Regioni.

La partecipazione dell’Amministrazione regionale, sia nella sua componente politica sia in quella gestionale, ha dimostrato l’attenzione della Regione verso questi temi. Non a caso, all’inizio del 2026 sarà realizzato, come già avvenuto nella Regione Lazio, un programma di valutazione partecipata dello stato di attuazione del Piano nazionale sulla malattia diabetica, che coinvolgerà tutti i centri di diabetologia della Regione.

Che cosa possiamo trarre da questa esperienza? Sicuramente una grande spinta verso la partecipazione, quantomeno nelle intenzioni delle istituzioni che hanno preso parte agli incontri, una presenza forte del tessuto associativo – che deve però promuovere una maggiore collaborazione in rete – e la necessità di proseguire affinché quanto seminato in queste occasioni non resti soltanto un auspicio.

Continueremo quindi sulla strada tracciata insieme alle 26 associazioni che hanno deciso di prendere parte a questo percorso.

Teresa Petrangolini
Direttrice del PAL – Patient Advocacy Lab