SCHOLA
Strategic Competencies for Healthcare Organizations Lab
Officina Health Policy and Management
Policy Paper #1/2026
Dai punteggi NSG alle decisioni di policy: performance, risorse ed esiti del SSN, 2020–2024
Americo Cicchetti · Luca Giorgio
Luglio 2026 · Officina Health Policy and Management · SCHOLA – ALTEMS
Questo policy paper esamina l’evoluzione del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nelle 21 Regioni e Province autonome tra il 2020 e il 2024, offrendo una panoramica della reazione dei sistemi sanitari regionali a seguito della pandemia.
L’analisi integra i dati sulla performance assistenziale con quelli economico-finanziari del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato (MEF-RGS), relativi a finanziamento, spesa e risultati di gestione delle Regioni.
Il messaggio per i decisori è netto: il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha migliorato la capacità di garantire i LEA, ma il progresso non è ancora uniforme e non dipende dal solo ammontare delle risorse.
L’analisi integra i dati sulla performance assistenziale con quelli economico-finanziari del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato (MEF-RGS), relativi a finanziamento, spesa e risultati di gestione delle Regioni.
Il messaggio per i decisori è netto: il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha migliorato la capacità di garantire i LEA, ma il progresso non è ancora uniforme e non dipende dal solo ammontare delle risorse.
Il significato del report
Nel video, il professor Americo Cicchetti presenta i principali risultati del Policy Paper e ne illustra le implicazioni per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale.
Video di presentazione del Policy Paper #1/2026.
I numeri del SSN, 2020–2024
+12,4%
La media dei punteggi NSG passa da 70,4 a 79,1
18/21
Regioni sufficienti in tutte le aree nel 2024, contro le 11 del 2020
17 → 3
I punteggi di area inferiori a 60 diminuiscono nel periodo analizzato
| Anno | Prevenzione | Distrettuale | Ospedaliera | Media | Regioni sufficienti | Sotto 60 |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 2020 | 68,1 | 74,3 | 68,7 | 70,4 | 11 / 21 | 17 |
| 2021 | 75,7 | 73,5 | 75,1 | 74,8 | 14 / 21 | 12 |
| 2022 | 68,8 | 72,9 | 79,4 | 73,7 | 13 / 21 | 13 |
| 2023 | 75,0 | 71,7 | 79,0 | 75,2 | 13 / 21 | 11 |
| 2024 | 81,3 | 78,3 | 77,6 | 79,1 | 18 / 21 | 3 |
Cinque messaggi chiave per i decisori
1La capacità complessiva di garantire i LEA è migliorata
La media descrittiva dei punteggi delle tre macro-aree passa da 70,4 nel 2020 a 79,1 nel 2024 (+8,7 punti; +12,4%).
I territori sufficienti contemporaneamente in prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera aumentano da 11 a 18 su 21, mentre i punteggi di area inferiori a 60 scendono da 17 a 3.
Nel 2024 rimangono sotto la soglia di 60 soltanto la Sicilia nella prevenzione (49), la Provincia autonoma di Bolzano nella prevenzione (59) e la Calabria nell’assistenza distrettuale (52).
2Le tre macro-aree seguono traiettorie diverse
La prevenzione registra l’incremento più ampio, da 68,1 a 81,3, ma conserva criticità strutturali in alcune Regioni meridionali.
L’assistenza distrettuale cresce meno, da 74,3 a 78,3, e recupera in modo netto soltanto nel 2024. È l’area in cui le differenze organizzative regionali restano più visibili.
L’assistenza ospedaliera sale da 68,7 a 77,6. Nel 2024 tutti i territori superano la soglia, ma 12 su 21 rimangono nella fascia 60–79.
3La convergenza territoriale è iniziata, ma il divario resta ampio
Veneto, Emilia-Romagna e Toscana presentano risultati elevati e relativamente equilibrati nelle tre macro-aree.
Anche le sette Regioni sottoposte a piano di rientro migliorano nel corso del quinquennio, ma nel 2024 mantengono punteggi medi sensibilmente inferiori rispetto alle altre Regioni e Province autonome.
Il divario è più ampio nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale, mentre risulta più contenuto nell’area ospedaliera.
4Più spesa non produce automaticamente migliori risultati
Nel periodo 2020–2024 la spesa sanitaria corrente pro capite non presenta, in nessuna annualità, una relazione lineare statisticamente significativa con il punteggio NSG.
Regioni con livelli di spesa simili possono conseguire risultati assistenziali molto diversi: l’ammontare della spesa, da solo, non misura la capacità di garantire i LEA.
Anche il risultato d’esercizio risulta sostanzialmente indipendente dalla performance assistenziale. Il pareggio contabile non costituisce, da solo, una misura di efficienza sanitaria.
5Il NSG è associato agli esiti di salute, ma non ne spiega da solo le differenze
Il punteggio NSG mostra una relazione positiva e robusta con la speranza di vita alla nascita.
Nel 2024 il coefficiente di correlazione è pari a 0,69 e il modello lineare restituisce un R² di 0,48.
Le tre componenti del NSG presentano associazioni differenziate: l’assistenza distrettuale mostra il legame più intenso con l’età media al decesso; la prevenzione con la speranza di vita nelle età più avanzate; l’assistenza ospedaliera con la speranza di vita alla nascita.
Le priorità di policy
1. Porre l’assistenza territoriale al centro del prossimo ciclo di programmazione
L’assistenza distrettuale registra il miglioramento più contenuto ed è l’area in cui le differenze di capacità organizzativa restano più ampie. Le azioni prioritarie riguardano la presa in carico continuativa delle cronicità, l’assistenza domiciliare, l’integrazione sociosanitaria, la salute mentale, le cure palliative e la riduzione dei tempi di attesa.
2. Attuare programmi di recupero mirati sulle fragilità preventive
Le Regioni con risultati bassi o discontinui richiedono programmi pluriennali con obiettivi verificabili su coperture vaccinali, adesione agli screening oncologici, promozione di stili di vita salutari e capacità dei sistemi di sorveglianza.
3. Integrare nei piani di rientro obiettivi economici, assistenziali e organizzativi
Il controllo dei conti, da solo, non garantisce un miglioramento strutturale dei servizi. I futuri piani dovrebbero prevedere un doppio mandato: recupero finanziario e recupero misurabile della capacità di garantire i LEA, affiancando ai vincoli finanziari assistenza tecnica e traguardi assistenziali verificabili.
4. Garantire finanziamenti stabili e misurare la capacità di trasformarli in servizi
La programmazione dovrebbe integrare un finanziamento pluriennale e prevedibile, criteri di allocazione coerenti con i bisogni epidemiologici, risorse finalizzate alla riduzione dei divari territoriali e indicatori di produttività, qualità e appropriatezza.
5. Evitare che la soglia di 60 diventi il punto di arrivo
La concentrazione di molti territori nella fascia 60–79 segnala il rischio che l’attenzione si fermi alla conformità minima. Il sistema di valutazione dovrebbe attribuire maggiore rilevanza alla distanza dalle migliori performance, alla traiettoria pluriennale e alla stabilità del risultato.
6. Rendere il NSG più stabile, comparabile e orientato a esiti ed efficienza
Occorre mantenere stabile un nucleo essenziale di indicatori e rafforzare quelli relativi a rinuncia alle cure, liste d’attesa, aderenza ai PDTA, continuità tra ospedale e territorio ed equità socioeconomica e geografica.
Agenda operativa per i decisori
→ Dal solo controllo della spesa a una valutazione congiunta delle risorse impiegate e dei risultati conseguiti.
→ Dal raggiungimento della soglia di sufficienza al miglioramento continuo e alla stabilità delle performance.
→ Da una lettura centrata sui singoli livelli di assistenza a una maggiore integrazione tra prevenzione, territorio e ospedale.
→ Da piani di rientro focalizzati sugli equilibri contabili a programmi che comprendano anche il rafforzamento istituzionale, organizzativo e assistenziale.
→ Da interventi uniformi a misure calibrate sui bisogni, sulle fragilità e sulla capacità realizzativa dei diversi sistemi regionali.
Officina Health Policy and Management · ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore
Policy Paper #1/2026 · Luglio 2026