Un nuovo passo verso la condivisione
 

Per le Associazioni che si occupano di salute e conseguentemente dei pazienti affetti da patologie di vario genere e complessità, una bella e costruttiva esperienza che spero, data la mia sempre vigile scetticità, abbia un prosieguo fattivo e veloce
Silvia Bresin Direttivo AiVIPS, Rappresentante Consulta NMD Veneto


Ho trovato importanti e interessanti le due giornate trascorse a settembre a Treviso, al centro Studi “Achille e Linda Lorenzon” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore organizzato da ALTEMS – Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari.


La presenza di rappresentanti della Regione Veneto dell’Area Sanità e Sociale ritengo sia un segnale importante per strutturare una “Sanità partecipata” che tenga conto delle esigenze che vengono dal basso, da chi effettivamente vive tutti i giorni situazioni di difficoltà e problematiche spesso legate ad una non coerente ed omogenea distribuzione territoriale dei servizi, e di criticità anche banalmente burocratiche.


Lavorare insieme tra Associazioni dalle diverse esperienze ha messo in evidenza difficoltà di relazione. A volte l’eccessiva autoreferenzialità ha fatto emergere la necessità di dover alimentare il senso comune dello stare insieme e lo scopo da perseguire: la ricerca di soluzioni condivise che possano andare bene a tutti.


Imparare a lavorare in team è fondamentale per sentirsi meno soli, facenti parte di un unicum che lavora per uno scopo comune pur tenendo conto delle specificità sia delle patologie, sia della territorialità. Patologie a volte rare, riunite in Associazioni, come quella che rappresento AiVIPS (Associazione Italiana Vivere la Paraparesi Spastica), che rappresenta numericamente meno pazienti ma che devono avere voce anch’esse ed essere debitamente rappresentati in questo nuovo disegno di partecipazione attiva.


l lavoro fatto sulla Bozza di Regolamento per il funzionamento di gruppi di partecipazione attiva, la Scheda dei dati informativi di tutela dei pazienti nonché il ragionamento fatto sul Modello strutturato di partecipazione multilivello è stato interessante e produttivo, ci ha fatto entrare maggiormente nella filosofia della “Sanità partecipata”.
Tutte cose apparentemente facili, eppure di notevole complessità che fanno leva anche sulla nostra parte psicologico-emotiva, ma che conducono alla comprensione dell’altrui opinione con rispetto ed empatia.

 

Ringrazio ALTEMS per l’opportunità.

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